Skip to main content

Latticini e consumo umano

Latte
Foto di Lucio Virzi

di Denise Filippin, biologo nutrizionista

Latte e derivati sono onnipresenti nell’alimentazione umana, ritenuti un alimento “sano” e nutriente.

In realtà non è così naturale consumarli: l’uomo è l’unico mammifero che consuma latte dopo lo svezzamento ed oltretutto il latte di un’altra specie!

Il consumo di questo alimento non fisiologico per l’essere umano può portare a svariati e documentati problemi di salute (per approfondimenti: PCRM – Health Concerns about Dairy Products):

  • intolleranze ed allergie
  • diabete tipo 1 (o giovanile)
  • alcuni tipi di tumori
  • assunzione di sostanze contaminanti

Intolleranze ed allergie

Il latte è uno dei maggiori responsabili di allergie alimentari: durante la sua digestione, vengono rilasciati oltre 100 antigeni (sostanze che innescano le allergie). Spesso i sintomi non vengono attribuiti direttamente al consumo di latte, ma molte persone affette da asma, rinite allergica, artrite reumatoide, migliorano smettendo di assumere latticini.

L’intolleranza è invece l’incapacità di digerire lo zucchero del latte, il lattosio, con conseguenti sintomi gastrointestinali quali flatulenza, meteorismo, crampi e diarrea. E’ provocata da una carenza dell’enzima lattasi, che scompone il lattosio in glucosio e galattosio.

Bisogna tener presente che circa il 75% della popolazione mondiale perde l’attività enzimatica della lattasi dopo lo svezzamento. Solo una minoranza di adulti mantiene un’attività enzimatica tale da permettere la digestione del latte, pertanto chi non digerisce il latte è normale, mentre si può parlare di “lattasi-persistenza” per chi mantiene una anomala capacità di digerirlo.

Per approfondimenti:

Diabete

Diversi studi hanno messo in correlazione la comparsa di diabete giovanile con l’esposizione del bambino alle proteine del latte vaccino, in particolar modo se avviene precocemente (nel primo anno di vita).

Per approfondimenti:

Tumori

Diversi studi mettono in relazione il consumo di latticini con una maggiore incidenza di tumori alla prostata, ovaie, testicoli ed alcuni tipi di linfoma.

Per approfondimenti:

Contaminanti

Il latte è il prodotto di una secrezione ghiandolare, pertanto concentra in sé tutte le sostanze presenti nel sangue dell’animale. Contiene ormoni e fattori di crescita prodotti naturalmente dall’animale, residui di antibiotici, erbicidi e pesticidi veicolati dal foraggio o altri contaminanti presenti nell’ambiente di vita dell’animale da cui viene prodotto.

I trattamenti di sterilizzazione permettono la sopravvivenza nel latte di germi, la Direttiva Europea 92/46/CE stabilisce un limite non superiore ai 100 mila germi per ml. La stessa Direttiva ammette anche un contenuto non superiore a 400 mila per ml di “cellule somatiche”(pus).

Latticini ed osteoporosi

Non esiste alcuna evidenza scientifica che il consumo di latte e derivati risulti protettivo nei riguardi dell’insorgenza di osteoporosi.

Esistono invece molti studi che indicano come persone che consumano latticini siano maggiormente esposte a fratture di natura osteoporotica.

Persino le raccomandazioni di WHO/FAO (2004) per la prevenzione dell’osteoporosi non nominano assolutamente il consumo di latticini: aumentare l’attività fisica ed i consumo di ortaggi e frutta, diminuire il consumo di sodio, alcol, fumo, mantenere un peso salutare.

Per approfondimenti:

 

 

One thought on “Latticini e consumo umano

Rispondi